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COMUNICATO ESODATI POSTE ITALIANE

Una breve sintesi della situazione che si è creata:

 

Con la legge 122 del 30 luglio 2010 viene istituita la finestra di 13 mesi per tutti i lavoratori prima di accedere alla pensione. Per i lavoratori in mobilità lunga e corta si stabilisce che le norme della legge Dini (57 anni e 35 di contributi e finestra di 3 mesi) valgono solo per 10.000 lavoratori su circa 65.000.

 

Con la circolare  N 90 del 24 giugno 2011 l’Inps annuncia che verrà fatta una graduatoria dei 10.000 lavoratori in mobilità “fortunati” che potranno accedere alla pensione con la legge Dini e annuncia che la indennità di mobilità verrà pagata per il periodo della finestra di un anno, previo decreto del Ministero del Lavoro.

 

Con il messaggio n 016355 del 12-8-2011 l’Inps autorizza il pagamento della indennità di mobilità, a titolo di acconto. A coloro che rientrano nell’elenco dei 10.000 l’acconto sarà trattenuto sugli arretrati della pensione. Per coloro invece che non rientrano nei 10.000 sarà considerato come anticipo.

 

Con il messaggio Inps N 20062 del 21-10-2011 vengono esplicitati i criteri per la costruzione della graduatoria dei 10.000 fortunati che beneficeranno della legge Dini:

  1. a)lavoratori collocati in mobilità ordinaria, su tutto il territorio nazionale, sulla base di accordi stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità
  2. b)ai lavoratori collocati in mobilità lunga, ai sensi delle leggi n.176/1998, n.81/2003 e

n.296/2006, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;

  1. c)ai lavoratori che al 31 maggio 2010 ( data di entrata in vigore del Decreto legge 78/2010

risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore.

 

Con il decreto Monti cosiddetto “salva Italia” del dicembre 2011 vengono introdotte alcune deroghe (il limite era prima individuato al 31 ottobre e poi spostato al 4 dicembre 2011)

  1. a)ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011
  2. b)ai lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di mobilità.
  3. c)ai lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011;
  4. d)ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà
  5. e)ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
  6. f)ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio

Dapprima il decreto indicava il numero massimo di 50.000 lavoratori , poi di 65.000 compresi i 10.000 fortunati che beneficiano della legge Dini. Poi modificato con la determinazione del limite massimo numerico dei soggetti interessati nel limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di euro per l’anno 2013, 630 milioni di euro per l’anno 2014, 1.040 milioni di euro per l’anno 2015, 1.220 milioni di euro per l’anno 2016, 1.030 milioni di euro per l’anno 2017, 610 milioni di euro per l’anno 2018 e 300 milioni di euro per l’anno 2019.

 

 

Ma chi sono i 65.000 (dati provenienti da ambienti ministeriali)

i lavoratori esodati                                                                             forse   10.000     (5000 Poste)

i lavoratori posti in mobilità prima del 4 dicembre 2011.           forse   16.000    

i lavoratori che hanno i requisiti e versano contributi INPS       forse   10.000  

i lavoratori altri casi + lavoratori "precoci",                                 forse   30.000    

 

Con il decreto 63655 del 5 gennaio 2012 il Governo, a firma del Ministro del Lavoro Elsa Fornero e del Ministro dell'economia Monti, il 5 gennaio 2012 ha emesso il decreto con il quale si autorizza l'Inps al pagamento della indennità di mobilità, per il periodo della finestra, per tutti coloro che non rientrano nella lista dei 10.000 fortunati.

Il decreto stabilisce una cifra complessiva di spesa di 142 milioni di € dal 2011 al 2017 per 16.437 lavoratori ( di cui solo 12.621 con costo) che percepiranno l’indennità di mobilità per il periodo della finestra, di cui 677 per il 2011.

Inoltre viene indicata la composizione della lista dei 10.000 di cui : 275 in mobilità ordinaria, 4.779 in mobilità lunga e 4946 esodati.

 

Con il messaggio 1648 del 30-1-2012 l’Inps da le disposizioni operative per il prolungamento della indennità di mobilità per i 677 lavoratori previsti dal decreto del 5 gennaio.

I destinatari sono:

  • coloro che sono stati messi in mobilità prima del 30 ottobre 2008
  • coloro che hanno maturato i requisiti all’interno del periodo della mobilità
  • coloro che avrebbero maturato la pensione con le regole vigenti prima dell’entrata in vigore della legge 122/2010 entro il 31-12-2011.

Il prolungamento è ammesso fino al 30-6-2012.

 

Con l’approvazione il 27 gennaio del decreto milleproroghe da parte della Camera dei deputati (dovrà passare ancora al Senato) si da una risposta parziale ai lavoratori esodati

Se il licenziamento si è verificato prima del 31 dicembre 2011 viene riconosciuto l’accesso alla pensione in base al vecchio regime. Il lavoratore tuttavia deve aver maturato i requisiti previsti con il sistema pensionistico previgente avendo comportato l’erogazione del trattamento pensionistico entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo regime pensionistico

Le iniziative fatte fino ad ora:

  • Il 5 luglio è stato scritto a Fiat per chiedere il pagamento dell’incentivo anche per il periodo della finestra di un anno. Fiat tra il 2007 e il 2008 ha messo 2000 lavoratori sui 6000 previsti dal governo in mobilità lunga. La cosa è analoga per le altre aziende che hanno erogato l’incentivo per convincere i lavoratori ad accettare la mobilità.
  • Il 2 agosto è stato scritto al Ministro Sacconi per chiedere di ritirare la norma dei 10.000 e consentire a tutti i lavoratori in mobilità di andare in pensione o comunque di emettere il decreto per consentire all’Inps di pagare la mobilità
  • Il 17 agosto si ottiene un primo parziale risultato in quanto il ministero del lavoro autorizza l’inps a pagare la mobilità solo per i mesi di luglio e agosto.
  • In ottobre parte un sollecito a tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato per sollecitarli ad un intervento
  • A Novembre viene lanciato un appello sindacale , firmato da migliaia di mobilitati, rivolto al Ministro Fornero nella quale chiede di escludere i lavoratori che sono stati posti in mobilità ordinaria e lunga, disoccupati, da future riforme pensionistiche che modifichino i termini del loro accesso alla pensione..

 

Molte cose sono ancora da chiarire , vediamo:

 

I problemi aperti dal decreto del 5 gennaio

  • Come si legge nella tabella allegata al decreto i lavoratori che percepiranno il prolungamento della indennità di mobilità sono solo 12.621 di cui 677 per il 2011 (si intende coloro che hanno maturato il diritto nel 2011 a cui è stata aggiunta la finestra di un anno)
  • Si tratta perciò di numeri molto distanti da quelli che lo stesso governo aveva indicato nel decreto Monti. Nel decreto Monti sulle pensioni si era indicato prima un numero di 50.000 poi di 65.000 ( comprensivo dei 10.000 fortunati) e poi di cifre.  Non si capisce, dato che i numeri li ha sempre dati il governo perchè esiste questa differenza.
  • IL decreto fa riferimento alla finestra di un anno prevista dalla legge 122. Dato però che nel 2011 il governo ha aggiunto altri 3 mesi (1 mese nel 2012, 2 mesi nel 2013 e 3 mesi nel 204) non si capisce, in quanto non è indicato, se questi mesi aggiuntivi sono coperti dal prolungamento della mobilità.
  • Il decreto stabilisce una cifra complessiva di 142 milioni di € dal 2011 al 2017, però l'unica cifra stanziata è quella di 4.724.951 € relativa al 2011. Non si capisce perchè non si sono stanziati subito tutti i soldi. Questo significa che ogni anno saremo in presenza della solita melina per avere i soldi, con il rischio che non ci siano o siano stanziati in misura ridotta.
  • Vengono esplicitati i numeri annuali che compongono la lista dei 10.000. Come si legge dopo il 2013 si tratta solo di lavoratori in mobilità lunga ma i criteri della composizione non sono stati chiariti.
  • Per il momento nessuno degli interessati al prolungamento della indennità di mobilità ha ricevuto comunicazione dall’Inps in quanto le disposizioni sono uscite il 30 gennaio.

Gli esodati Poste

Il decreto mille proroghe ( per ora ) salva in parte i lavoratori interessati. Ai 24 mesi previsti dalla deroga va comunque detratta la finestra di 13 mesi pertanto, rispetto al decreto Moti l’allungamento è solo di un anno. È poco.

In poste sono 5000 con l’attuale modifica ne rimangono 2500 fuori a meno che non si apponga una modifica al Decreto “il lavoratore i cui requisiti previsti entro il 31/12/2011 dall’articolo 24 comma 3 della legge 201/2011 sono differiti di ulteriori 24 mesi…”questo risolverebbe in gran parte i problemi degli esodati ( per riorganizzazione aziendale) della più grande azienda a rete del paese.

 

Inoltre per informativa vi evidenzio la casistica dei mobilitati

  1. Coloro che rientrano nei 10.000 e sono stati messi in mobilità lunga o corta prima del 30 aprile 2010 vanno in pensione con la legge Dini, cioè con le finestre di 3 mesi. A coloro che maturano i requisiti a luglio, ottobre 2011 e gennaio 2012 stanno arrivando le lettere che confermano l’accesso alla pensione. Nella stessa lettera si annuncia che verranno detratti i soldi della indennità di mobilità anticipata per i mesi di luglio e agosto 2011.
  2. Coloro che sono in mobilità, esclusi dai 10.000, e che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011 vanno in pensione con la finestra di un anno e non sono interessati dal decreto Monti.
  3. Coloro che sono stati messi in mobilità prima del 4 dicembre 2011 o anche dopo tale data ma con accordi fatti prima del 4 dicembre 2011, vanno in pensione con le vecchie regole. Attenzione però che per questi lavoratori ai 13 mesi di finestra si aggiunge altri 3 mesi fino al 2015 e 3 mesi relativi alla speranza di vita.
  4. Coloro che andranno in mobilità dal 1 gennaio 2012 o con accordi fatti dopo il 4 dicembre 2011 rientrano in pieno nel decreto Monti.

 

La situazione rimane perciò alquanto critica per gli esodati e per quelli in mobilità perché in base ai decreti esistenti i lavoratori rischiano di trovarsi senza indennità per mesi, sia per la disparità dei numeri previsti dal decreto Monti e dal decreto del 5 gennaio, sia per la disponibilità finanziaria limitata e per giunta decisa anno per anno.

Elaborato dal Settore Servizi della SLC CGIL Nazionale.

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